IBAM

Direttore: Dott.DANIELE MALFITANA

Indirizzo: Prov.le Lecce-Monteroni – 73100 Lecce Le Puglia
Tel.: 0832 422.200
Fax: 0832 422.225
E-Mail: segreteria@ibam.cnr.it
Sito web dell’Istituto: http://www.ibam.cnr.it
Dipartimento di prevista afferenza: Scienze umane e sociali, patrimonio culturale

Missione

L’Istituto per i Beni Archeologi e Monumentali (IBAM) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) svolge attività di ricerca, valorizzazione, trasferimento tecnologico e formazione relativamente alle seguenti tematiche: • Metodologie innovative per la conoscenza dei paesaggi antichi: applicazione e sviluppo di metodologie integrate per l’analisi e lo studio degli insediamenti e del territorio nelle sue trasformazioni nell’antichità, nel medioevo e in epoca moderna; studi multidisciplinari nel campo dell’archeologia, nella prospettiva mediterranea, con particolare riguardo all’Italia meridionale, alla Sicilia, a Creta e alla Turchia. • Approcci multidisciplinari integrati per l’analisi dei manufatti antichi: dalla produzione alla circolazione e all’uso. • Metodologie integrate innovative per la diagnostica finalizzata alla conservazione del patrimonio architettonico ed archeologico nel bacino del Mediterraneo. • Metodologie finalizzate alla conoscenza, alla diagnosi e all’intervento per la conservazione, il restauro e la presentazione del patrimonio archeologico e monumentale. L’Istituto si avvale delle competenze di archeologi, architetti, geologi, ingegneri e informatici ed è dotato di una strumentazione di punta avanzata nei vari settori della ricerca e dello studio applicati ai Beni Culturali. Al suo interno operano 44 tra ricercatori, tecnologi e tecnici, ai quali va aggiunto un numero considerevole di borsisti, dottorandi, specializzandi e studenti che preparano tesi di laurea. L’IBAM si configura pertanto come una struttura scientifica interdisciplinare con competenze nel settore della CONOSCENZA, DOCUMENTAZIONE, DIAGNOSI, CONSERVAZIONE, VALORIZZAZIONE E FRUIZIONE del patrimonio archeologico e monumentale.

L’Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali – IBAM, ha sede a Lecce, nel meridione d’Italia, che costituisce una delle realtà archeologiche più importanti del Mediterraneo, straordinaria risorsa strategica per uno sviluppo culturale ed economico di queste regioni.
L’investimento scientifico su questo patrimonio, così come indicato nel recente documento “Linee guida per la politica scientifica e tecnologica del Governo”, presenta inoltre forti potenzialità di occupazione, in particolare per i giovani, e permette di valorizzare una realtà molto attrattiva per una crescente domanda turistica di qualità.
Il Mezzogiorno d’Italia, oggi frontiera meridionale del contesto europeo, per storia e collocazione geografica, costituisce il legame naturale dell’Europa con i Paesi del Mediterraneo, che presentano tutti un ricchissimo patrimonio archeologico da conoscere e valorizzare. Questi Paesi manifestano l’esigenza primaria di competenze e professionalità specifiche, tecnologie, metodologie di intervento necessarie a conservare e far conoscere i Beni Archeologici dei loro territori. L’IBAM sulla base delle esperienze già avviate, che includono Turchia, Grecia, Libia, Malta insieme ad altri Paesi, rappresenta un polo significativo per lo sviluppo di programmi europei di ricerca (Interreg, Meda, Euromed, VI Programma Quadro, etc.) indirizzati al trasferimento tecnologico, allo sviluppo delle tecnologie ICT, alla formazione di quadri e di tecnici per la conoscenza, valorizzazione e restauro dei Beni archeologici di quei Paesi.
L’attività dell’IBAM si inquadra anche negli indirizzi di politica nazionale della ricerca e di direttive comunitarie, come sono configurati nell’Agenda 2000-2006 per le regioni ricadenti nell’obiettivo 1, finalizzati alla realizzazione di politiche del territorio che ne esaltino le peculiarità, i quadri storici ed ambientali, le identità culturali come “bene collettivo” della civiltà occidentale.
Anche le Facoltà di Beni Culturali ed i curricula didattici del nuovo ordinamento universitario pongono l’urgenza di una visione integrata dei temi riguardanti il patrimonio culturale, in cui i saperi tecnologici sappiano dialogare con le conoscenze storiche dei contesti del passato attraverso una conoscenza profonda delle componenti strutturali in un approccio di “archeologia globale”.
Su questa base si è avviato un processo, che sarà ovviamente complesso e non rapido, di integrazione fra le tre realtà di Lecce, Lagopesole e Catania che costituiscono l’IBAM, in cui, accanto a campi specifici di indagine (analisi chimico-fisiche sui materiali archeologici nella sede di Lecce, studio delle fonti medievali documentarie e letterarie a Potenza, analisi archeometriche a Catania etc…) si riconosce un comune obiettivo nell’attivazione di metodologie integrate su base informatica e tecnologica, per la conoscenza del patrimonio archeologico dell’Italia meridionale, in una proiezione mediterranea.
Processi innovativi di conoscenza dei sistemi insediativi e territoriali potranno costituire la base di politiche di valorizzazione a livello centrale e locale (Ministero Beni e Attività Culturali ed Enti locali), al fine di conoscere, tutelare e valorizzare un patrimonio archeologico capace di attivare processi di sviluppo compatibile del Meridione d’Italia.
L’elaborazione di modelli innovativi di intervento sul patrimonio archeologico deve essere caratterizzata dalla duttilità e dalla trasferibilità nei Paesi del Mediterraneo.
L’Istituto stabilisce rapporti di collaborazione con le altre realtà universitarie dell’Italia meridionale impegnate in questo settore, attivando una rete di laboratori di ricerca che permettano di creare le basi di conoscenza indispensabili ad una efficace azione di tutela e valorizzazione.
Le linee di ricerca principali riguardano le tecnologie per la gestione dei sistemi informativi del territorio, le metodologie di catalogazione del patrimonio archeologico, lo sviluppo di laboratori “di frontiera” nel settore bioarcheologico, archeometrico e della comunicazione, con l’impiego delle tecnologie informatiche per le ricostruzioni in 3D, per quelle virtuali e per la diffusione in rete finalizzata al trasferimento di dati scientifici nel settore della divulgazione e della presentazione dei monumenti e dei contesti archeologici.
In questo quadro l’IBAM lavora in stretta collaborazione con il Dipartimento per i Rapporti con le Regioni del CNR, che intende creare, nelle varie regioni del Sud, in accordo con Ministeri ed enti locali, strutture operative in grado di gestire la realizzazione di iniziative di valorizzazione del patrimonio archeologico, che siano basate sui metodi e le conoscenze elaborati nell’ambito delle iniziative CNR.
L’IBAM sviluppa forme adeguate di collaborazione anche con le altre iniziative del CNR, come il Progetto Finalizzato ed il Progetto Mezzogiorno (oggi Dipartimento per i Rapporti con le Regioni) e soprattutto con gli Istituti di nuova istituzione che operano nel settore dei Beni Culturali e delle tecnologie applicate ai BBCC.

Attività di ricerca

Sulla base delle risorse attualmente presenti e delle esperienze avviate l’IBAM sviluppa le seguenti attività di ricerca articolate nelle tre unità operative di Lecce, Catania e Potenza.

Sede di Lecce
Le esperienze maturate nell’ex ISCOM si integrano con quelle attivate nel Dipartimento di Beni Culturali dell’Università, dove, nell’ambito del Progetto Strategico CNR n. 251100 Metodologie di Catalogazione dei Beni Artistici e Culturali del Mezzogiorno (Intesa di Programma MISM-CNR, L. 64. Interventi straordinari per il Mezzogiorno), sono stati realizzati 3 Laboratori: di Informatica per l’Archeologia, di Topografia Antica, di Bioarcheologia (Archeozoologia, Paleobotanica, Antropologia fisica), finalizzati alla conoscenza del patrimonio archeologico in particolare negli aspetti insediativi, territoriali e nella ricostruzione dei paesaggi antichi (v. volumi pubblicati nella serie BACT-Beni Archeologici Conoscenza e Tecnologie).
I Laboratori del Progetto Strategico hanno realizzato esperienze significative nella produzione e nel trattamento di cartografia informatica, nei sistemi informativi dei dati archeologici territoriali, nella gestione dei dati museali e di scavo. Su questa base, in collaborazione con il Progetto Mezzogiorno CNR, si sono attivate collaborazioni significative per la prevenzione delle attività di scavo clandestino, stabilendo anche un rapporto operativo con l’Arma dei Carabinieri. Tra i progetti in corso di realizzazione si ricordano quello riguardante l’area archeologica di Arpi in Puglia e quello per la realizzazione del Parco Archeologico di Veio. I Laboratori del P.S. hanno contribuito, in collaborazione con l’ICCD – MBAC, attraverso apposite convenzioni, a definire gli standard cartografici in rapporto alla schedatura dei siti archeologici. In collaborazione con l’URSIA (Ufficio Responsabile dei Servizi Informativi Automatizzati) – MBAC, si è avviato un progetto per l’organizzazione di un sistema informativo geografico nazionale e delle banche dati connesse. In Puglia la collaborazione con la Soprintendenza Archeologica e con le Amministrazioni locali (regionali, provinciali e comunali) ha permesso di realizzare vari progetti come, a Cavallino (Lecce), il Cantiere-Scuola di Archeologia ed il Parco Archeologico (con finanziamenti POR); il Comune di Cavallino è inoltre disponibile ad un accordo, per l’uso da parte dell’Università e del CNR, di un prestigioso edificio storico, il Convento dei Domenicani in cui si svolgono attività del settore archeologico (ad esempio Summer School, luglio 2001; corsi intensivi di Bioarcheologia, giugno 2002). Un altro progetto in fase di realizzazione è il Parco Archeologico di Vaste (LE), con finanziamento POR.
I Laboratori del Progetto Strategico hanno partecipato anche ad attività in ambito mediterraneo, presso la Missione Archeologica Italiana a Hierapolis (Turchia) e nel sito di Tas-Silg a Malta. I Laboratori dell’ex ISCOM, in forte interazione con i Laboratori Progetto Strategico e con l’Università di Lecce, sviluppano organicamente le linee di ricerca già attive, in particolare nelle analisi archeometriche, chimico-fisiche e mineralogiche applicate ai materiali lapidei, finalizzate agli interventi di conservazione applicati all’archeologia. Il Laboratorio di caratterizzazione recente dotato di un microscopio elettronico a scansione (ESEM) con tecnologie applicabili alla caratterizzazione microstrutturale ed alla composizione dei materiali lapidei. Una importante prospettiva di sviluppo si può riconoscere, nella realizzazione da parte dell’Università di Lecce, Facoltà di Ingegneria dell’Innovazione, del Laboratorio Tandetron, dotato di tecnologie avanzate (microscopio elettronico a scansione, microscopia ottica, spettrofotometria di fluorescenza X, etc.) per ricerche nel settore dei Beni Culturali. Su questa base si è costituito il Centro di ricerca e servizi per la diagnostica dei materiali archeologici.
Con i 3 Laboratori del Progetto Strategico e con i Laboratori archeometrici (diagnostica temporale e di caratterizzazione) del Dipartimento di Beni Culturali e della Facoltà di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università di Lecce si potranno attivare forme di collaborazione nell’ambito della Convenzione Quadro tra l’Università di Lecce ed il CNR, approvata in data 19-04-02 dal Senato Accademico dell’Università che contestualmente istituiva un Comitato Paritetico presieduto dal delegato del Rettore, prof. Armando Blanco.

Sezione di Catania
La sezione di Catania presenta una realtà di ricerca attiva nell’Università e nel Dipartimento in cui peraltro ha sede la sezione. La interazione con la ricerca universitaria (Scuola di Specializzazione, Dottorati di ricerca, progetti) permette di ottimizzare le risorse e la visibilità dei risultati scientifici. Il rapporto organico con il Dipartimento di Archeologia e con il Dipartimento di Fisica (Laboratorio di analisi non distruttiva LANDIS) dell’Università di Catania dovrà essere regolato dalla Convenzione Quadro tra il CNR e l’Università. La sezione di Catania sviluppa significativi progetti di ricerca in Sicilia (colonie greche ed insediamenti indigeni) e, nel Mediterraneo, a Creta, scavi di Priniàs, in Libia (studio del tesoro monetale di Misurata) con metodi interdisciplinari che integrano indagini bioarcheologiche, metodi computerizzati di gestione cartografica e analisi archeometriche, in collaborazione con il LANDIS del Dipartimento di Fisica dell’Università.
Merita di essere segnalato il fatto che da vari anni sono attive collaborazioni tra Università di Catania e Lecce, in particolare nell’ambito della Scuola di Specializzazione in archeologia a Lecce, dove sono presenti numerosi studenti provenienti dalle università siciliane.

Sede di Potenza
La sede IBAM di Potenza è situata nell’area di Ricerca di Tito Scalo (PZ). L’attività di ricerca ha subito, nel tempo, cambiamenti in funzione delle competenze che sono state progressivamente acquisite in organico.
Le radici culturali affondano nel campo dell discipline storiche per lo studio delle realtà monumentali e territoriali. Tuttavia, l’iniziale impostazione umanistica è stata affiancata, nel corso dell’evoluzione metodologica di approccio al patrimonio culturale, da un approccio interdisciplinare tecnico-scientifico, attualmente prevalente, che ha permesso di allargare l’orizzonte metodologico con particolare riferimento alla diagnostica in situ per i Beni Culturali, la sismicità storica, lo studio dei rischi naturali a cui sono esposti beni archeologici e monumentali, la fisica tecnica applicata alla conservazione del Patrimonio Architettonico, la ricerca archeologica e le discipline ausiliarie quali su tutte il Telerilevamento da aereo e da satellite e la geoarcheologia.
Di seguito si elencano le principali linee investigative.
1) Sviluppo di metodologie integrate di diagnostica in situ per la conservazione e la conoscenza del patrimonio architettonico ed archeologico.
2) Ricerca storica del fenomeno degli ordini religioso-cavallereschi nel Bacino del Mediterraneo.
3) Studi e indagini archeologiche finalizzati alla conoscenza dei “paesaggi” storici dell’Italia meridionale, attraverso lo studio diacronico delle dinamiche insediative tra età antica ed età medievale.
Ricognizioni archeologiche ed archeologia del paesaggio. Analisi cronotipologiche ed archeometriche sugli elementi di cultura materiale, (manufatti ceramici, vitrei e metallici, sistemi costruttivi).
4) Sviluppo e applicazione di metodologie, tecniche ed algoritmi di elaborazione di immagini multispettrali da aereo e da satellite per l’individuazione di siti archeologici sepolti e per studi di archeologia del paesaggio.
5) Esame della pericolosità sismica di sito, effettuata attraverso una disamina tecnico-storica degli effetti del danneggiamento prodotto da terremoti del passato in aree del Mezzogiorno d’Italia, con particolare riferimento alla Basilicata assolve in modo completo il carattere di trasversalità disciplinare.
6) Diagnostica dei fattori di rischio geomorfologici ed antropici per la salvaguardia di siti storici ed archeologici in Italia Meridionale.
7) Metodologie e tecniche di fisica dell’ambiente del costruito storico, con particolare riferimento ad ambienti confinati e a manufatti di interesse storico-artistico.
8) Applicazioni geopedologiche di sito e di laboratorio per la ricostruzione dei paesaggi e delle variazioni climatiche in epoca storica.